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sabato 16 novembre 2013

New York, sì all'apertura di nuovi casinò

Importanti novità nel campo del gioco d'azzardo da New York. La Grande Mela ha finalmente deciso di puntare sul gioco. Questo è stato deciso dai cittadini chiamati a rispondere al referendum che si è svolto nello Stato omonimo.

Per l'ennesima volta, dunque, il gambling è una soluzione strategica per l'economia locale di uno stato, ma anche una risorsa che consente di  avviare un processo di risanamento delle casse pubbliche.

Si dichiarano molto fiduciosi sui futuri risvolti di questo risultato elettorale sia il governatore dello stato di Ny, Andrew Cuomo, che gli addetti ai lavori, i quali stanno pensando di attuare dei programmi di investimento nel territorio per creare nuove risorse.

A breve, infatti, alle 5 case da gioco preesistenti verranno  aggiunti altri sette casinò dal vivo sul territorio. Per adesso, i casinò che sono stati progettati si trovano in aree lontane dal centro di New York, come nella zona di Catskill, Buffalo e nel Southern Tier nei pressi della Pennsylvania.

E' bene sottolineare che i casinò erano stati voluti dal governatore che ha proposto di introdurre un importante emendamento con cui viene modificata la costituzione per consentire, come già è avvenuto per Las Vegas, l'introduzione delle case da gioco che servono per finanziare degli importanti programmi socialmente utili. Il 57% dei votanti si è espresso favorevolmente a tale misura contro il 43% di coloro che hanno espresso un voto contrario.

L'amministrazione del governatore dello Stato di New York, Cuomo, ha avuto lo straordinario merito di concentrarsi molto sui piani utili per rilanciare l'economia dello Stato. Il voto che buona parte dei newyorkesi hanno dato al progetto di introdurre casinò terrestri nel territorio dello Stato federato americano, può sicuramente contribuire alla creazione di nuovi sbocchi occupazionali, ma può fare decollare l'industria del turismo.

Persino l'agenzia di rating Moody's è dell'avviso che le nuove case da gioco sortiranno degli effetti di cui l'intera economia dallo Stato può beneficiare apportando dei miglioramenti anche al rating.

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